Colloqui con una studentessa

che rumore fa la frustrazione

COLLOQUI CON UNA STUDENTESSA DI TERZA MEDIA.

PART.1

– Mamma, oggi la prof di geometria non è riuscita a far lezione perché in classe c’era troppo casino e, per punizione, ci ha dato una verifica per domani.

– E allora? Non è un problema. Sono otto anni che studi geometria e hai la media del 9. Andrai benissimo.

– Ma mamma, la verifica è sugli argomenti che ha iniziato oggi! Non li ha spiegati. Ce l’ha data solo per dimostrare che, senza il suo aiuto, andiamo male.

-Non è detto. Oggi ti prepari e sono sicura che, anche studiando da sola, andrai bene. Stai tranquilla.

-E se mi rovino la media? Manca poco all’esame.

-Sono otto anni che hai una media alta, non sarà una verifica a penalizzarti nell’ultimo quadrimestre dell’ultimo anno. O sbaglio?

-Sbagli. Perché fanno la media matematica e so già che verrò penalizzata. E poi, io non ero tra quelli che facevano casino, e lei lo sa che non eravamo tutti colpevoli. Ma era talmente arrabbiata che ha deciso di punire tutta la classe.

-Non preoccuparti, non verrai penalizzata. Ne sono sicura. E comunque, anche se fosse, hai già dimostrato di essere in gamba. Quello che conta non è la media, ma l’impegno. E io ti ho visto mettercene tantissimo. Non devi dimostrare niente a nessuno. In fondo, vai a scuola per te stessa, per imparare, non solo per avere bei voti, giusto?

-Io, in realtà, mi impegno perché voglio che il mio impegno venga riconosciuto con un bel voto. È la mia soddisfazione personale, dopo tutta la fatica che faccio.

-Non dovresti dare al voto così tanta importanza. Ciò che conta davvero è quello che impari e che ti resta dentro.

-Dici? Io la maggior parte delle cose che studio le dimentico subito. È impossibile ricordarsi tutti gli argomenti di dodici materie. Per prendere voti alti devo ripetere le cose a pappagallo. Se provassi a dire cosa ho davvero capito o il mio parere su un argomento, il 9 non lo vedrei mai.

-Ma dai…

-Ma dai cosa? Pensaci un attimo: cinque giorni di scuola a settimana, otto ore di lezione più otto ore di compiti a casa… Quale cervello può ricordarsi tutto? Quindi, quando voi genitori dite: “Non devi pensare al voto, ma a quello che impari”, in realtà lo dite solo per consolarci. La verità è che chi studia e si impegna lo fa solo per andar bene nelle interrogazioni e avere un riconoscimento.

-Capisco. Però, nella vita, non sempre l’impegno viene riconosciuto. A volte, per quanto ci sforziamo, il merito non arriva. Forse imparare fin da ora a darti valore, senza aspettarti il riconoscimento della scuola, ti aiuterà a vivere meglio. Credimi la mia generazione è piena di gente frustrata perchè si aspetta meriti dagli altri e non si da il giusto valore.

-Quindi, se ti chiedo di stare a casa domani per evitare la verifica, non me lo permetterai?

-Assolutamente no! Sarebbe una sconfitta peggiore. E poi, se la salti domani, la farai dopodomani. Non è che puoi evitarla per sempre.

-Sì, ma tanti miei compagni la salteranno. Poi si faranno dire le domande e prepareranno le risposte con ChatGPT. Così andranno bene. Avranno più tempo per assimilare le cose, geometria non è una materia che si può studiare oggi per domani.

-E tu vorresti fare una cosa del genere? Meglio andare domani, prendere un onesto 5, piuttosto che barare. E poi gli insegnanti non sono mica scemi. Se ne accorgono e tengono conto anche di questi fattori.

-Non credo che gliene importi alla prof, degli altri fattori.

-Cioè?

-Dico che una verifica dovrebbe servire a valutare se abbiamo davvero compreso gli argomenti. Questa, invece, serve solo a punirci. Un insegnante che assegna una verifica come punizione non è interessato né all’apprendimento né all’assimilazione dei concetti nel tempo. Un insegnante che fissa una verifica su un argomento appena accennato il giorno prima non sta valutando: sta sfogando la sua rabbia. Più insufficienze riesce a dare, più sente di aver dimostrato il suo punto di vista. Lo scopo della verifica di domani non è verificare la preparazione, ma abbassare le medie. “Siete stati rumorosi in classe? Ecco il vostro brutto voto.”

-E se è così lo prenderemo per quello che è. Ma lo faremo da onesti.

-Sì, saremo onesti e puniti. Io ho la media del 9, e verrò penalizzata solo perché oggi la classe faceva rumore. Quelli che hanno fatto chiasso, domani non verranno. Tanto la loro media è già bassa. Poi torneranno con le risposte pronte e se la alzeranno. E se non ce la fanno domani, gliela alzeranno a fine anno, lo sai, non possono mica bocciarli tutti.

-Non credo che la scuola funzioni così. E comunque, io so quanto vali. Non ho bisogno di un ulteriore 9 per averne conferma.

-Questo mi rende felice. Ma mi fa anche arrabbiare, perché non è giusto. La scuola punisce proprio quelli che ci tengono davvero. Quelli che non ci hanno mai tenuto, domani continueranno a fregarsene. La punizione per loro sarà solo uno scherzo. Gli darà un motivo in più per continuare a fare casino. Anzi, alla fine, ne usciranno persino avvantaggiati e di sicuro molto divertiti.

-Capisco la tua rabbia. Bisogna portare pazienza.

-La porterò. E ne uscirò frustrata. Esattamente come la tua generazione e quella degli insegnanti che, per ripicca, sparano nel mucchio, senza guardare chi ha davvero a cuore la scuola. Alla fine, sarò onesta, sarò una che si impegna, avrò ottimi valori… e sarò frustrata. Perché la logica di questa verifica è solo una: dare frustrazione. A fine anno dovrebbero metterla come materia aggiuntiva: Frustrazione. Sarebbe, per tutti, la materia col voto più alto.

 

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